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Inquinamento e virus Zika: da Rio2016 a Londra 2016?

RIWmag - classi (pre)olimpiche - February 9, 2016
Inquinamento e virus Zika: da Rio2016 a Londra 2016?
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Le Olimpiadi di Rio2016 potrebbero un giorno essere ricordate per le innumerevoli polemiche avvenute nel quadriennio precedente.
In un primo tempo si parlo’ dell’esclusione del windsurf poi riammesso successivamente dopo una scorretta competizione contro il kite. (www.riwmag.com/?s=esclusione+RIO2016)
Poi ci fu il problema dell’inquinamento nello specchio d’acqua della baia di Rio che ospitera’ le gare degli sport acquatici, vela e windsurf compresi (www.riwmag.com/linquinamento-minaccia-gli-sport-acquatici-di-rio2016/). Questo purtroppo non e’ stato ancora risolto. Inizialmente le autorita’ brasiliane avevano promesso che avrebbero ridotto l’inquinamento dell’80% rispetto ai valori iniziali. Oggi e’ ufficialmente chiaro a tutti che cio’ non sara’ possibile e la nuova promessa e’ scesa ad una riduzione solo del 60%, se mai sara’ portata a compimento visto che diverse testate internazionali continuano a riportare dello scarico della acque sporche e la presenza di carcasse di animali e di spazzatura di ogni genere.
Recentemente l’ex CEO di World Sailing (prima ISAF), l’inglese Peter Sowrey, ha dichiarato sul TheGuardian (www.theguardian.com/sport/2016/jan/26/world-sailing-polluted-olympic-venue-guanabara-bay-peter-sowrey) e su ESPN (http://espn.go.com/olympics/story/_/id/14652348/ex-world-sailing-ceo-says-was-fired-speaking-rio-polluted-venue) di essere stato licenziato per aver insistito a spostare i campi di regata al largo e fuori dalla baia di Rio in modo da ridurre il rischio sanitario che gli atleti correranno dovendo fare le regate in quelle acque non sufficientemente bonificate. Secondo Sowrey gli investitori vogliono le regate con lo sfondo del famoso Cristo Redentore di Rio, ecco perche’ la sua proposta e’ stata rifiutata con il suo licenziamento.
Nel video pubblicato da ESPN Sowrey denuncia le autorita’ responsabili di obbligare gli atleti a dover scegliere tra il realizzare il sogno della loro vita e la loro salute e sfida chi insiste a volere le regate nella baia di Rio a portare i loro familiari e i loro bambini a farci il bagno per almeno un’ora. I velisti residenti a Rio sembrano abituati a navigare in tali condizioni e vista l’irremovibilita’ delle due parti contrapposte in questo dibattito rimane difficile capire quale sia l’effettivo rischio corso dagli atleti considerando anche il test event svoltosi il mese scorso (www.riwmag.com/rsx-copa-brasil-de-vela-la-prova-per-rio2016/) apparentemente senza alcun incidente a riguardo. 

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Ma come se tutto cio’ non bastasse, recentemente si e’ aggiunto anche il problema del virus Zika. Inizialmente si credeva che questo virus si diffondesse solo attraverso la puntura di una specie di zanzara e che tale virus fosse principalmente diffuso nei Paesi del Sud America, Brasile incluso. Il virus in se’ non sarebbe troppo aggressivo infierendo attraverso una “sopportabile” forma influenzale. Certi soggetti addirittura potrebbero rimanerne infetti senza svilupparne i sintomi. Quello che invece preoccupa di questo virus e’ una forma di correlazione scoperta tra la contrazione di questo virus da donne in stato di gravidanza ed una piu’ alta percentuale di nascituri affetti da microcefalia. (www.sail-world.com/If-Zika-more-damaging-then-Ebola–should-Rio-2016-become-London-2016-/141910)
Di questa correlazione al momento non si sa molto e le precauzioni richieste sono di evitare gravidanze per due anni dopo la contrazione del virus oltre a evitare che le donne incinte si rechino nei Paesi in cui questo virus e’ diffuso. La misura dei due anni e’ stata giudicata in maniera preventiva ma nessuno al momento sembrerebbe in grado di dire se possa bastare o meno. Solo il tempo lo dira’ nei prossimi anni. Qual’e’ a questo punto la relazione tra questo virus e le Olimpiadi di Rio2016?
Non solo l’alto rischio degli atleti e degli accompagnatori di contrarlo, ma anche il rischio che le persone infette diventino vettori di trasporto e lo diffondano altrove una volta rientrati nei loro Paesi alla fine dei giochi. E infatti proprio recentemente si sarebbero verificati i primi casi di contagio in Europa e addirittura un caso di contagio per via sessuale: ovvero sarebbe rimasto infetto il partner che non aveva viaggiato.
Alcuni rappresentanti del Comitato Olimpico Internazionale, al momento soprattutto negli USA e in Australia, a questo punto starebbero proponendo di lasciare la libera scelta agli atleti (soprattutto le atlete) di partecipare o meno a Giochi di Rio2016 mentre altri starebbero chiedendo di assegnare i Giochi del 2016 ad un’altra nazione. La prima meta proposta come alternativa potrebbe essere Londra che avendo ospitato le Olimpiadi precedenti avrebbe gia’ tutte le strutture necessarie. Ma ormai mancano circa 6 mesi e un simile “trasferimento” in un tempo cosi’ limitato risulterebbe alquanto arduo.
Le autorita’ brasiliane avrebbero risposto che il virus Zika va trattato in maniera separata e indipendente dalla questione dell’organizzazione dei Giochi di Rio e che ovviamente metteranno in atto tutte le misure necessarie per combattere questo virus, dimostrando cosi’ la volonta’ di portare a termine la propria missione Olimpica!
Ma a questo punto la domanda che sorgerebbe spontanea e che molti si porrebbero e’: le autorita’ brasiliane combatteranno il virus Zika con la stessa determinazione con cui avevano promesso di ridurre l’inquinamento all’interno della baia di Rio dell’80% rispetto ai valori iniziali?

text: www.RIWmag.com
sources: www.theguardian.com, espn.go.com,www.sail-world.com, Wikipedia, Leggo
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