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T293: L’EREDITA’ DEL 2014, LE ATTESE PER IL 2015

RIWmag2 - classi (pre)olimpiche - January 7, 2015
T293: L’EREDITA’ DEL 2014, LE ATTESE PER IL 2015
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Quale eredità ci lascia l’anno che sta per finire e quale novità caratterizza l’embrione dell’anno che sta per nascere? Poiché a Capodanno siamo doverosamente ottimisti, volutamente tralasciamo le criticità, per soffermarci invece sugli aspetti positivi, che sono tanti, alcuni sorprendentemente inattesi e altri frutto di un impegno corale. Non seguiamo, ancora una volta volutamente, un ricamo rispettoso di una trama, ma affastelliamo elementi, che peraltro tutti insieme costituiscono un mosaico digitale di grande spessore.

1/ La Classe Techno 293 entra nel decimo anno. Il 2015 costituirà la decima stagione della classe Techno 293, che vide i suoi albori nell’ormai lontano 2006. Quando iniziò quest’avventura, non mancavano perplessità. Si era reduci dalla storia Aloha che ebbe un culmine seguito da un rapido declino. E’ una parabola, quella decennale, che ha coinvolto le vicende di molte classi di windsurf. Tanto entusiasmo all’inizio, un voluminoso e tumultuoso vertice, un progressivo calo, per rimanere, nelle ipotesi migliori, uno standardizzato vivacchiare tra numeri che fanno solo rimpiangere i bei tempi che furono. Techno 293 – e non è il sottoscritto a sostenerlo, bensì gli stessi produttori del materiale – ha smentito questo itinere. All’ingresso del decimo anno, suona sempre fanfare di gloria (campionati europei e mondiali con centinaia e centinaia di partecipanti, crescita in vari continenti –  ultimo di essi l’Africa, conferma come disciplina per i Giochi Olimpici Giovanili etc.). Fatte le debite proporzioni, stiamo diventando l’Optimist delle tavole a vela. Anche se è sopranominata “vasca da bagno” e molti sono stati i tentativi di creare una rivalità con altro materiale,  non scordiamo che la classe velica propedeutica per i giovanissimi è stata progettata negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e ancora oggi è sulla breccia. La tavola Techno 293 ne sta seguendo le orme.

2/ Dopo otto anni i campioni mondiali Techno 293 sono due. Quando a Marsala nel 2006 il compianto Guido Carli e Davide La Vela si laurearono campioni mondiali Techno 293 nella prima edizione della rassegna iridata, si disse che giocare in casa fosse stato un vantaggio formidabile. Ma l’Italia ha poi dimostrato come lo strabiliante successo non fosse il frutto della casualità. Anno dopo anno un nostro atleta (o più spesso una nostra atleta) ha sempre conquistato un titolo mondiale. Nessuna nazione è stata capace di eguagliarci. Solo Israele è sempre salito sul podio, ma non ha sempre luccicato d’oro. Quest’anno a Brest, otto anni dopo, i campioni mondiali sono stati nuovamente due. Giorgia Speciale nell’under 15 femminile. Carlo Ciabatti nell’under 17 maschile. Portando così a undici i titoli mondiali colorati di azzurro. E se aggiungiamo il titolo europeo appannaggio di Giorgia Speciale, vinto a Torbole? E se aggiungiamo il fatto che Giorgia è ora l’unica atleta nella storia Techno ad avere vinto tre medaglie mondiali in tutte e tre le stagioni under 15 (due ori e un argento per la cronaca),  così come Marta Maggetti è stata l’unica atleta ad avere vinto Europei e Mondiali sia nella categoria under 15 che under 17? E se aggiungiamo….che cosa altro potremmo desiderare?

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3/ Le nostre atlete al vertice del ranking ISAF femminile RS:X. I nostri giovani sui più prestigiosi podi mondiali. La storia del windsurf olimpico femminile è sempre stata appannaggio dell’Italia, con gli irraggiungibili primati di Alessandra Sensini che è diventata l’icona del settore per vent’anni. Ma le sue eredi sono avviate su un virtuoso cammino. Il ranking ISAF, che tiene presente la partecipazione ai più prestigiosi eventi, vede primeggiare Flavia Tartaglini, mentre Laura Linares è terza. Ricordiamo ugualmente i podi giovanili di Mattia Camboni e Marta Maggetti che, dopo aver vinto i Mondiali Youth lo scorso anno a Civitavecchia, si sono riconfermati a medaglia sia ai Mondiali Giovanili ISAF che a quelli di categoria. Con Francesco Tomasello mondiale nella categoria under 17.

4/ L’impegno di nuovi circoli ci fa occhieggiare quota 300 (soci T293).  Da quando, nel 2009, abbiamo per la prima volta superato quota 200 soci della classe Techno 293, l’asticella successiva è fissata a quota 300. Quest’anno, grazie anche all’impegno di nuovi circoli, siamo arrivati a 296. Il traguardo è vicinissimo! Chi sono i nuovi amici? Birinbau Torre Canne in Puglia, Black Dolphin Pozzuoli in Campania, LNI Follonica in Toscana, LNI Carloforte e Circolo Nautico Arzachena in Sardegna, Circolo Nautico Cattolica e Vela Club Marano in Emilia Romagna, LNI Riva del Garda in Trentino. Altri ne attendiamo con l’anno nuovo. Perché se quota 300 ci riempie di soddisfazione, il sogno proibito è come il collo di una giraffa. 400? No: le potenzialità sarebbero di 500.  Con 500 soci avremmo campionati regionali più partecipati, magari la possibilità di un campionato assoluto di vertice con preselezioni zonali, una rete di sicurezza economica per la struttura e il coordinamento nazionale, la creazione di bacini d’utenza differenziati per obiettivi, e un’immagine più consistente per chi ci osserva dall’esterno.  Miraggio di Capodanno?

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5/ I cadetti kids vera manna per il futuro.  Fino a qualche tempo fa considerati un’appendice, seppur gustosa, del nostro programma agonistico, i cadetti kids nel 2014 sono entrati a pieno diritto nei fondamenti strategici per la classe Techno 293. I raduni in occasione delle regate nazionali sono sempre più partecipati, le Coppe Primavela e del Presidente, pur in una situazione logistica non semplice come il cuore di Napoli, hanno richiamato un buon numero di atleti. Ma soprattutto due sono stati gli elementi topici. La prima edizione del Trofeo Nazionale a Castelfusano in luglio, evento strutturato in modo tale da abbinare gli aspetti ludici ai fondamenti agonistici. Un successo corale senza precedenti, un vero e proprio imprinting per le ultime generazioni. E poi il raduno dei Santi a Civitavecchia. Con tanti debuttanti nel vero significato del termine, giovanissimi che hanno potuto vivere un’esperienza collettiva e appassionarsi in maniera ci auguriamo definitiva al nostro sport. Qualche anno fa un tecnico ci diceva che il settore potrebbe essere quello che per la pallacanestro è il minibasket. Se i cadetti kids sono circa un centinaio, peraltro concentrati principalmente in cinque-sei bacini di utenza, quali numeri raggiungeremmo se l’attività si diffondesse in tutta Italia?

6/ Sette atleti con obiettivo Rio. Manca un anno e mezzo ai primi Giochi Olimpici che si disputeranno nel continente sudamericano, a Rio de Janeiro in Brasile nell’estate 2016. E la FIV già sta preparando le grandi manovre che determineranno la composizione della nostra squadra. Dove, ricordiamo, potranno gareggiare un uomo e una donna con la tavola RS:X. Sono stati riconfermati a pieno titolo nel Team Olimpico Performance: Flavia Tartaglini (Top B), Marcantonio Baglione (Top C) e Laura Linares (Top C). Mentre sono quattro gli altri atleti nel Team Olimpico Sviluppo con Mattia Camboni, Daniele Banedetti, Veronica Fanciulli e Marta Maggetti. Sette atleti e atlete che saranno protagonisti della prossima stagione in Europei (a Palermo in giugno), Mondiali,  tappe di Coppa del Mondo ISAF, circuito Eurolymp e altre regate valide per il ranking ISAF. Con l’obiettivo di sfilare nel mitico Maracanà il 5 agosto 2016 dietro il vessillo tricolore.

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7/ Un’attività più vasta. Dietro ai grandi appuntamenti delle regate nazionali, vi è il backstage, meno mediatico forse, ma insostituibile nella sua importanza. E’ un retroterra che non comprende solo l’impagabile opera svolta da tecnici, coach, teamleader, preparatori atletici, responsabili di circoli, accompagnatori, famiglie, sull’arco di tutti i dodici mesi. Vi è tutto un tessuto di relazioni a livello FIV e non solo.
Nel 2014 si sono svolti molti episodi. Un seminario di aggiornamento per i tecnici (e un altro è previsto a Tirrenia a fine gennaio). Un meeting con e per i responsabili tecnici di zona. Una serie di raduni in prospettiva YOG, secondo una formula che si vorrebbe replicare nel futuro. Il bellissimo raduno conclusivo a Civitavecchia. Il lavoro di preparazione per i giudici. La nostra presenza alla conferenza di presentazione degli eventi giovanili a Napoli e alla Sport Expo di Riva del Garda, nonché l’illustrazione degli Europei di Torbole alla Fiera di Duesseldorf. Visite preventive alle location degli eventi futuri, Dervio in autunno e Torre Guaceto fra qualche settimana. Scambio continuo di email con Ceri Williams, IWA e classe internazionale. Contatti e frequentazioni di circoli interessati alla nostra attività durante le trasferte per le regate nazionali. Rafforzamento dei legami con i media del settore e l’ambito comunicazione della FIV. Informazioni a ciclo continuo via email e Facebook. Stipula di un accordo con Olicor per la realizzazione di una linea di abbigliamento Techno 293 (che fra poco sarà possibile acquistare direttamente da un sito di e-commerce che lanceremo ufficialmente in gennaio). E altre iniziative seguiranno.
Tutto questo lavoro implica la disponibilità di tempo e di risorse. Ma soprattutto occorre dare una forma più ordinata per razionalizzare il nostro impegno. Alla ripresa vi sarà inviata comunicazione per i rinnovi dei tesseramenti Techno 293. Che prevederanno un limite oltre il quale scatta una piccola mora (prassi del resto comune a tutte le associazioni). Ed è allo studio anche la possibilità di prevedere preiscrizioni alle regate (sicuramente saranno obbligatorie per Torre Guaceto).

Per concludere, mi sembra utile riportare le parole che il nostro amico brasiliano Raul Pasqualin pronunciò due anni fa al culmine della battaglia per riportare il windsurf alle Olimpiadi, fatte proprie da Patrik Pollak a commento di un’altra mirabile stagione Techno 293.

“Ai tempi della vecchia classe olimpica Mistral OD, l’Aloha ha svolto un lavoro propedeutico su scala ridotta e solo all’interno dell’Europa. Ciò che invece è accaduto negli ultimi anni con la classe Techno 293 è stato semplicemente fantastico. In primo luogo perché il successo è innegabile e il fatto più significativo è che, se osserviamo più attentamente lo scafo Techno 293, possiamo notare che il progetto aveva tratto elementi da una vecchia tavola Funboard BIC……Quindi il successo non è strettamente collegato a un progetto totalmente innovativo….ma al suo essere una classe One Design, che gode di una buona distribuzione (e qui dobbiamo ringraziare Rossella di Bic Sport Italia per l’impagabile collaborazione ndr) e di un buon rapporto tra prezzo e qualità. A dimostrazione che il successo di una classe di windsurf olimpico non dipende solamente dalla tecnologia.
La costante stabilità della classe è un fattore di sicurezza per chiunque desidera investire per promuovere lo sviluppo di questo sport. Quanto sta accadendo tra la classe RS:X e la classe Techno 293 è un evento unico nella storia del windsurf. Mai prima d’ora si era verificato un partenariato tanto positivo nel nostro sport e questo rappresenta un percorso che deve essere difeso a ogni costo e in ogni luogo. Il numero di atleti Techno 293 che di anno in anno incrementeranno le fila della classe RS:X sarà inimmaginabile.”

Il video riassuntivo della stagione Techno 293 realizzato da Patrik Pollak:

source: Marco Rossi, Coordinatore Nazionale T293 & RS:X
video: Patrik Pollak/svk1pp

TAGS: #293#italia#italiana#redazione#riw#riwmag#T293#Techno#TECHNO 293#windsurf#Windsurfing
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